Aprire la partita IVA

Cose da sapere prima di iniziare

La partita Iva deve essere aperta dal contribuente che esercita un’attività d’impresa o di lavoro autonomo in modo abituale. L’attività occasionale è quindi esonerata da tale obbligo.

Durante la fase di apertura della partita Iva il neo imprenditore deve rispondere alle seguenti domande:

  • Impresa o Professionista?
  • La mia attività d’impresa può essere esercitata solo se in possesso di determinati requisiti?
  • Posso aderire ad un regime fiscale di vantaggio?
  • Qual è il codice attività?
  • A quale gestione previdenziale devo iscrivermi?
  • Ho l’obbligo di iscrizione all’Inail?

Aprire la partita iva

Per aprire la partita Iva è necessario compilare il modello di inizio attività, che, per le imprese individuali e i professionisti è il modello AA9/11.

I professionisti presentano il modello AA9/11 all’Agenzia delle Entrate, mentre gli imprenditori individuali (obbligati all’iscrizione nel Registro delle imprese tenuto presso la locale Camera di Commercio) devono utilizzare la Comunicazione Unica valida ai fini degli adempimenti verso l’Agenzia delle Entrate, il Registro delle Imprese, l’Inps e l’Inail. La Comunicazione Unica può essere presentata solo in via telematica (www.registroimprese.it).

Ai fini dell’iscrizione nel registro delle imprese è anche necessario che ogni ditta individuale sia dotata di una casella di posta elettronica certificata (casella PEC).

Il modello AA9/11 deve essere presentato dai professionisti entro 30 giorni dalla data di inizio attività:

  • In doppia copia direttamente (o tramite persona delegata) a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate
  • In unico esemplare spedito a mezzo raccomandata a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, allegando la copia del documento d’identità del dichiarante; la dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui risulta spedita
  • In via telematica direttamente dal contribuente o tramite un intermediario

I titolari di nuovi numeri di partita Iva potrebbero anche subire una verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza. Lo scopo della verifica è quello di scovare le finte attività sorte solo con scopi evasivi. Nella pratica, le verifiche avvengono dopo qualche mese dall’apertura e  spesso si risolvono in una analisi dei documenti contabili sino a quel momento prodotti (fatture e registri Iva).

Codice Attività

Le attività economiche sono classificate secondo l’oggetto principale svolto dal contribuente per meglio definirne i comportamenti fiscali. La classificazione attualmente in uso è detta “Ateco 2007” e ogni codice è formato sei caratteri numerici. Il codice attività deve sempre essere riportato nei documenti inviati all’amministrazione finanziaria.
Per scegliere il proprio codice attività si può utilizzare il servizio fornito dall’Istat al seguente indirizzo internet:

http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/ateco/

La scelta del codice riveste una particolare importanza, se consideriamo che quasi tutti i contribuenti sono accertati fiscalmente con lo strumento dello studio di settore, modello costruito ad hoc per singoli gruppi di codici attività simili tra loro. Ovviamente, una scelta errata implicherebbe la compilazione di un modello dello studio di settore inadeguato a cogliere le peculiarità della propria impresa, con le successive conseguenze in tema di determinazione dei ricavi stimati dal fisco.